/Scintille

Nel mondo delle rappresentazioni della fisica è noto che quando due sistemi si incontrano avviene uno scambio energetico. Entrambi i sistemi subiscono un processo di adattamento e raggiungono un nuovo stato; uno stato di energia condivisa.

Così un Ordine religioso quando parla ai giovani, quando vuole dialogare con essi, sa di dover imparare una nuova grammatica per tradurre e comunicare i suoi precetti antichi di secoli. 

Allo stesso modo quando l’universo di una nuova generazione si ritrova davanti ad antichi valori, a questioni di fede e morale che sono radicate nella storia dell’uomo, impara nuovi e nascosti significati di quelle parole che già credeva di conoscere.  

La vita è uno scambio. 

In ogni attività, quando due persone, o due gruppi, si incontrano, fanno “scintille”, e scaturisce nuova energia.

La serie documentaristica “Scintille” vuole osservare e indagare qual è quell’energia, quella “scintilla” che si sprigiona nel momento in cui attraverso attività sociali, culturali, ludiche, spirituali…questi due importanti “sistemi”, un Ordine Religioso e un gruppo di giovani, si incontrano.

Il giovane sacerdote Gianluca Chemini ci condurrà lì, in quegli spazi e in quei luoghi in cui si genera la “scintilla” e prende forma il cambiamento.


  • Quando la realtà scrive l’O.d.G.

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    Quando la realtà scrive l’O.d.G.

    Il materiale: Scintille e Destra Volturno

    Scintille è una serie documentaristica prodotta da Morgana Studio e trasmessa su TV2000, che segue giovani italiani nell’incontro con gli Ordini religiosi che operano sul territorio nazionale. La domanda che governa questa serialità è semplice: cosa succede quando un antico ordine religioso incontra un giovane di oggi?

    L’episodio dedicato ai Missionari Comboniani porta la produzione a Destra Volturno — uno dei territori più fragili del Mezzogiorno, segnato da alta disoccupazione, marginalizzazione e una presenza radicata della camorra. I Comboniani vi operano da anni con un lavoro costante di prossimità. Aggregazione, formazione e sostegno quotidiano. Una missione, la loro, che ha la consistenza delle cose essenziali.

    Raccontare la scintilla (ma il discorso è valso per ogni episodio della serie, ognuno con le sue differenze) che si sprigiona dall’incontro tra un ordine religioso e un giovane immerso in quella realtà è possibile solo se si accetta una condizione: lasciarla libera di andare. Puoi controllare la direzione in cui si irradierà una scintilla? Puoi isolare l’energia che essa conduce? Ci puoi provare. Ma non ci puoi riuscire.

    Questa non è una considerazione poetica. È la descrizione precisa della qualità intrinseca della materia con cui abbiamo dovuto lavorare. Ed è l’oggetto di analisi di questo articolo.

    La collisione: quando lo Script diventa Piano di Lavorazione

    Il momento in cui la teoria incontra questa materia ha un nome produttivo preciso: è il momento in cui lo Script approvato diventa PdL — Piano di Lavorazione.

    Script e PdL sono due documenti radicalmente diversi. Lo Script risponde a strutture narrative — Propp, o chi per lui. Il PdL risponde a logica organizzativa: il tempo a disposizione, il peso della scena, la disponibilità del luogo. Nel mezzo della danza: la realtà.

    E la realtà non ha letto Propp. E non ha frequentato nessun corso di produzione televisiva.

    Per nostra esperienza la realtà può prestarsi a queste logiche organizzative in una certa misura e assecondando alcune variabili. Quanto più alto è il grado di alfabetizzazione televisiva di una comunità, tanto più essa collabora ai processi del racconto. Ma questo non è un parametro certo. Quando una comunità vive di cose essenziali, e nei suoi meccanismi della giornata non c’è spazio per il superfluo, inserirvi logiche narrative pre-costruite diventa difficile. Alcune volte è proprio impossibile.

    Cosa sopravvive, allora, di tutto il lavoro svolto? La funzione. Script e PdL convergono in questo: nello scambio semantico tra i due documenti si determina il valore funzionale di una scena — la direzione per cui quella parte di storia è diventata necessaria alla struttura del format. Quella scena, ripetuta, ci dice qualcosa. Ci permette di capire qualcosa.

    Ma dove cogliere quel valore narrativo, quando tutto il piano è in revisione costante?

    La consapevolezza di dover catturare ciò che sopravvive al filtro Script/PdL — unita alla quantità di input che una realtà come Destra Volturno emana costantemente in ogni direzione — ci ha spinti a guardare diversamente il rapporto tra realtà e Script/PdL: non come conflitto da risolvere, ma come dialogo da aprire. Un momento in cui tu chiedi alla realtà ciò che ti serve, e in cui poi sarà lei a offrirti spontaneamente il contenuto e la forma per riempire quel segmento.

    Questo porta il concetto di format ai suoi limiti estremi. Ma non li travalica.

    Una simile ri-programmazione è possibile quando la produzione può interloquire con un’ emittente che comprende tale dinamica — e che sa guardare all’unità della narrazione al di là della rima baciata spesso richiesta a uno Script. Concentrarsi sul valore, solo su ciò che è importante, sull’unica cosa veramente necessaria: è così che il format si rimodella e si ristabilizza. Ed è così che la narrazione arriva al cuore.

     Il metodo: la piccola catena come vantaggio

    Questa riflessione ne conduce a un’altra: quali strumenti ho per assecondare una simile richiesta produttiva?

    L’artigiano che si confronta con la materia prima non può smettere di ascoltare quello che la materia stessa ha da dire. Quando si coltiva la terra, quando si forgia un metallo, quando si modella una pietra — tutto parla e chiede ascolto.

    C’è però qualcosa di più specifico, che riguarda chi lavora in una struttura produttiva ridotta. Quello che sembra un limite — la piccola catena, la squadra contenuta, l’assenza di infrastrutture industriali — diventa in realtà una capacità: riprogettare l’intero flusso produttivo in corso d’opera, con rapidità. Quello che è un vincolo rigido per la grande industria — il processo che non si può interrompere, la rotta che non si può cambiare a metà percorso — per la piccola impresa creativa diventa agilità. Agilità di accesso e di scambio con una materia che la logica industriale dei grandi numeri vorrebbe considerare statica e inerte, e che invece muta costantemente.

    Questo vale per chi produce documentari. Vale per chi produce qualsiasi contenuto in cui la materia — umana, territoriale, relazionale — non può essere del tutto controllata. La domanda che vale la pena portarsi dietro non è “come faccio a rispettare il piano?” ma “cosa rimane quando il piano cede?”


  • ‘Scintille’ la docuserie di Tv2000 prodotta da Morgana Studio vince il Premio Moige 2026

    Da sx: Filippo Genovese, Eleonora Faccio, Anna De Simone (resp. palinsesto Tv2000) – (foto Tv2000)

    Roma, 15 giugno 2026. Scintille, la docuserie di Tv2000 prodotta da Morgana Studio che esplora il dialogo tra antichi ordini religiosi e giovani contemporanei, vince il Premio Moige 2026. Il riconoscimento è stato consegnato dal Movimento Italiano Genitori oggi nel corso della cerimonia della XIX edizione di Un anno di Zapping e di Streaming 2025–2026, svoltasi presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma, sede che da anni ospita uno degli appuntamenti di riferimento per la televisione e il digitale di qualità. Tra i presenti alla premiazione: la responsabile del palinsesto di Tv2000, Anna De Simone, l’autrice Eleonora Faccio e il regista Filippo Genovese.
    Il premio, che ogni anno individua i contenuti audiovisivi capaci di veicolare valori positivi per le famiglie e i giovani, nella motivazione sottolinea che la docu-serie, diretta da Filippo Genovese, Michele Imperio ed Eleonora Faccio, “rappresenta una sfida ambita e, forse, anche in qualche modo ‘necessaria’, raccontando una realtà ‘altra’ rispetto a ciò che oggi, troppo spesso, ci viene raccontato dei giovani”.
    “Abbiamo sostenuto Scintille fin dalle prime fasi del suo sviluppo – spiega il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante – perché rappresenta pienamente il modo in cui Tv2000 interpreta il proprio ruolo editoriale: raccontare la realtà con profondità, andando oltre le letture superficiali e i ritmi del racconto mediatico più immediato. Ricevere il Premio Moige ha per noi un significato particolare, perché arriva da un’organizzazione impegnata quotidianamente nella tutela delle famiglie e delle nuove generazioni. Sapere che questa docuserie è riuscita a raggiungere quel pubblico con autenticità e credibilità è la conferma più importante del valore del percorso intrapreso”.
    “Scintille nasce dal dialogo tra Tv2000 e Morgana Studio, – aggiunge la responsabile del palinsesto di Tv2000, Anna De Simone – un dialogo la cui efficacia è stata sperimentata già su altri progetti. Ma soprattutto, dal nostro punto di vista, nasce dalla volontà della rete di parlare ai giovani dell’inestimabile patrimonio di sapienza che secoli di Cristianesimo hanno elaborato attraverso gli ordini religiosi. Grazie a Morgana Studio che ha offerto a questa intenzione la sua creatività e la sua esperienza produttiva, grazie al pubblico di Tv2000 che ha mostrato di seguire questo appuntamento con attenzione e fedeltà tutti i sabato pomeriggio e grazie al Moige che ha riconosciuto e premiato il nostro impegno”.
    A firmare la docuserie come autrice è Eleonora Faccio, che durante la premiazione ha ritirato il riconoscimento: “Scintille è il racconto di un mondo che è già realtà. Religiosi appartenenti a ordini antichi che hanno secoli di storia alle loro spalle e giovani di oggi che sono in cerca del proprio futuro si incontrano nel presente e questo incontro modifica la realtà di tutti noi. L’energia che da questo incontro scaturisce è inesauribile e, come un’onda che si propaga, è incontenibile”.
    La docuserie nasce dalla convinzione che le storie più significative vivono spesso ai margini del racconto dominante. Filippo Genovese, che ha curato la fotografia oltra alla regia, spiega la filosofia che ha guidato il progetto: “Vivere e lavorare a Roma mi ha dato modo di capire che le voci lontane dal clamore sono quella periferia di eventi e di emozioni dove, come ci insegna la storia e in particolar modo la storia dell’arte, si formano le rivoluzioni. È da lì, da lontano, che arrivano quelle correnti di novità che cambiano il mondo. È un privilegio poter essere testimoni e raccontare queste storie”.

    Scintille racconta cosa accade quando antichi Ordini religiosi — Scalabriniani, Agostiniani, Benedettini, Salesiani, Gesuiti, Comboniani — con un vocabolario sedimentato in secoli di storia, incontrano i giovani della Generazione Z, portatori di nuove parole e nuovi sentimenti. Da questo incontro nascono scintille: piccole ma intense storie che la serie documenta episodio per episodio, cercando l’unicità di ogni storia senza forzarla dentro griglie predefinite. Il claim che orienta la serie è tutto in una domanda: quando gli antichi Ordini incontrano i nuovi giovani cosa succede? Per rispondere a questa domanda, il giovane sacerdote Gianluca Chemini in ogni puntata porta lo spettatore lì, nei luoghi illuminati da queste scintille.